Commercio equo e solidale importazione diretta dal Bangladesh
associazione Solidarietà Terzo Mondo Onlus

Ultime news

Giornata del rifugiato

25 GIUGNO 2018

La Bottega della Solidarietà di Sondrio commercio equo e solidale dal 1992

Stop all’invasione?

Noi diciamo stop alle ingiustizie e alla disinformazione!

Perché le persone emigrano? Le ragioni sono tante e diverse: guerra, persecuzioni politiche e religiose, cambiamenti ambientali e climatici, povertà, fame…

Quando masse di persone a causa della povertà si spostano da una parte all’altra del mondo non dobbiamo forse interrogarci sugli squilibri esistenti?

Il 45,6% della ricchezza mondiale è concentrata nelle mani dello 0,7% della popolazione.

La disuguaglianza patrimoniale è ancora più elevata di quella di reddito. In questo caso, infatti, l’1% più ricco possiede più del restante 99%.

Le multinazionali e i potenti del mondo continuano ad alimentare la disuguaglianza.

L’attuale sistema economico funziona a beneficio di pochi e non della stragrande maggioranza della popolazione mondiale e la metà più povera del pianeta è ancora più povera che in passato.

A questo punto vogliamo ancora dire stop all’invasione o invece provare a dire stop alle disuguaglianze?

Dalla fine degli anni ’60 il commercio equo e solidale tesse relazioni economiche con produttori del Sud del mondo basate sui principi dell’equità, della trasparenza e della giustizia.

Il commercio equo e solidale mette in contatto il consumatore finale con migliaia di artigiani e di contadini, il cui lavoro viene rispettato ed equamente retribuito. Intere comunità, grazie a scambi commerciali più giusti e paritari, possono vivere dignitosamente restando nella propria terra.

Diciamo stop alla disuguaglianza!

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Giornata del rifugiato
giornata mondiale del commercio equo e solidale

giornata mondiale del commercio equo e solidale

17 MAGGIO 2018

La Bottega della Solidarietà di Sondrio festeggia la Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale

Equi e Solidali dal 1992

La Bottega della Solidarietà di Sondrio dal 1992 è impegnata nella promozione del Commercio Equo e Solidale e dell’economia solidale italiana. Il progetto “storico” che ha dato origine alla nostra Bottega è l’importazione da BaSE Bangladesh, consorzio di cooperative artigiane coordinate da padre Giovanni Abbiati, missionario valtellinese scomparso nel 2009. Il sostegno alle donne artigiane del Bangladesh costituisce, ancora oggi, il nostro impegno principale ed è fonte di grande motivazione e ispirazione per proseguire questa nostra avventura del commercio equo e solidale.

La Bottega, grazie ad un gruppo di più di trenta volontari, garantisce l’apertura del negozio di Via Piazzi a Sondrio per un totale di più di 2000 ore all’anno, il negozio infatti è aperto sei giorni su sette per tutto l’anno.

La Bottega offre, a chi crede e vuole sostenere un’economia di giustizia, la possibilità di mangiare, bere, vestirsi, lavarsi, fare doni e abbellire la propria casa con prodotti realizzati nel Sud e nel Nord del Mondo da contadini e artigiani ai quali viene riconosciuta la dignità del proprio lavoro.

La Bottega investe nella relazione diretta con i produttori: ogni anno viene effettuata una visita in Bangladesh presso il nostro partner BaSE. Dal 1992 ad oggi abbiamo importato direttamente 120 container di prodotti artigianali, 3 nel 2017. Oltre alla vendita al dettaglio nel negozio di Sondrio, che riguarda ¼ della merce importata, la Bottega ha strutturato negli anni un’attività di vendita all’ingrosso, dotandosi di un magazzino dove la merce viene stoccata e preparata per la vendita diretta e per le spedizioni alle altre Botteghe del Mondo.

L’attività dell’artigianato di BaSE ha coinvolto fino a 10.000 donne che hanno avuto la possibilità di lavorare ricevendo una retribuzione dignitosa, permettendo così a molte famiglie di avere accesso al cibo, alla sanità e, cosa molto importante, all’istruzione.

La Bottega però non è solo commercio, seppur equo e solidale, ma molto altro ancora. La Bottega è anche un luogo di incontro, di scambio, di promozione di iniziative culturali per conoscere, far conoscere, incontrare e supportare altre realtà.

Nel 2017 la nostra attività è stata molto intensa:

• L’esposizione da noi ideata “Le altre vite del sari” è stata allestita in 11 città, contribuendo alla diffusione a al sostegno dell’artigianato del Bangladesh

• In occasione dell’8 marzo abbiamo ospitato in negozio Elena Simonini, che ha presentato l’attività della Rete antiviolenza della Provincia di Sondrio

• Il 25 marzo in collaborazione con WWF Valtellina Valchiavenna abbiamo promosso la “Cena equosolidale a lume di candela” per celebrare l’Ora della Terra

• Il 25 maggio, insieme a Gastellina – gruppo di acquisto solidale, è stato organizzato l’incontro pubblico “Agricoltura e diritti – La catena del cibo dal caporalato alla grande distribuzione organizzata”, ripetuto la mattina seguente per gli studenti dell’Istituto Agrario

• Il 19 settembre presso l’oratorio di Albosaggia abbiamo ricordato padre Giovanni Abbiati con una cena e con la proiezione del docufilm “secondo Giovanni”

• 21 dicembre incontro promosso con Agenzia per la Pace e Centro di documentazione Rigoberta Menchù “Due mesi in Siria con Medici Senza Frontiere” relatore dott. Simone Del Curto

• Realizzazione del docufilm “Secondo Giovanni” del regista Tomaso Vimercati sull’attività missionaria di padre Giovanni Abbiati, e proiezione pubblica a Sondrio, Albosaggia, Tavernerio, Rebbio, Chiavenna, Livigno e Morbegno

Sostegno e adesione alle seguenti iniziative:

• Settembre, ottobre e novembre “Palestina – immagini di una resistenza ignorata” rassegna cinematografica di 7 film organizzata da Assopace Palestina Sondrio e Centro di documentazione Rigoberta Menchù

• 8 novembre “1+1=3 o 1-1=0? – Cooperazione e inclusione come radici della fertilità economica e sociale” incontro pubblico con il prof. Leonardo Becchetti organizzato da Banca Etica

• Campagna “Ero Straniero – l’umanità che fa bene”, una campagna per cambiare il racconto sull’immigrazione, una legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi- Fini e investire su accoglienza, lavoro e inclusione.

Oggi più che mai la Bottega della Solidarietà ha bisogno di essere sostenuta da chi condivide la nostra visione. L’andamento delle nostre vendite evidenzia segni di rilevante contrazione. Ci troviamo in un contesto economico che vede in grande sofferenza tutto il settore della vendita al dettaglio e, purtroppo, anche il commercio equo e solidale italiano, e non solo, ne risente.

Per continuare a sostenere i tanti produttori del Sud e del Nord del Mondo abbiamo bisogno di tanti compagni di viaggio e amici che scelgano di acquistare da noi almeno “un prodotto al giorno”.

scarica la brochure

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Maggio equo e giornata mondiale del commercio equo e solidale dedicata alla Siria

30 APRILE 2018

Il 12 maggio in tutto in mondo si celebra la Giornata Internazionale del Commercio Equo e Solidale e quest’anno Equo Garantito ha scelto di dedicarla, alle vittime del conflitto siriano aderendo alla proposta di Operazione Colomba – “NOI SIRIANI”.

La guerra in Siria va avanti da ormai 7 anni e l’escalation di violenza degli ultimi mesi continua a creare nuovi morti e centinaia di rifugiati che scappano dal paese per non soccombere ai bombardamenti. Spesso si fermano nei paesi più vicini “ospitati” dai numerosi campi profughi ad esempio in Libano.

E’ proprio da qui che nasce la proposta di alcuni profughi siriani e raccolta da Operazione Colomba.

Abu Rabia, è in Italia da circa un anno – arrivato con un accordo sui corridoi umanitari e insieme a tante persone, ha aperto una strada dove prima non c’era. I rifugiati siriani hanno scritto una proposta che Operazione Colomba sta portando avanti a livello di informazione per i cittadini e di impegno per le istituzioni nazionali e internazionali.

Proposta di Pace dei profughi siriani

Noi siriani, profughi nel nord del Libano, riuniti in Organizzazioni ed Associazioni, semplici cittadini e famiglie scampati alla morte e alla violenza, a cinque anni dall’inizio della guerra che ha distrutto il nostro Paese, viviamo a milioni senza casa né lavoro, senza sanità né scuola per i nostri figli, senza futuro.
Nel nostro Paese ci sono centinaia di gruppi militari che, con la sola legittimità data loro dall’uso della violenza e dal potere di uccidere, ci hanno cacciato dalle nostre case.
Veniamo ancora uccisi, costretti a combattere, a vivere nel terrore, a fuggire, veniamo umiliati e offesi.
Ai tavoli delle trattative siedono solo coloro che hanno interessi economici e politici sulla Siria.
A noi, vere vittime della guerra e veri amanti della Siria, l’unico diritto che è lasciato è quello di scegliere come morire in silenzio.
Ma noi, nel rumore assordante delle armi, rivendichiamo il diritto di far sentire la nostra voce, e insieme a coloro che ci sostengono e a chi vorrà unirsi al nostro appello

CHIEDIAMO

  • la creazione di zone umanitarie in Siria, ovvero di territori che scelgono la neutralità rispetto al conflitto, sottoposti a protezione internazionale, in cui non abbiano accesso attori armati, sul modello, ad esempio, della Comunità di Pace di San José di Apartadò in Colombia. Vogliamo che siano aperti corridoi per portare in sicurezza i civili in pericolo fino alla fine della guerra e che tutti i rifugiati ritornino a vivere in pace e sicurezza nella loro Patria;
  • che si fermi la guerra: che si fermino immediatamente i bombardamenti, che si blocchi il rifornimento di armi e che le armi già presenti vengano eliminate; che si ponga fine all’attuale assedio di decine di città siriane (www.siegewatch.org), che gli abitanti di queste città, senza cibo e medicine, siano assistiti immediatamente e posti in sicurezza;
  • che siano assistite le vittime e sostenuto chi le soccorre: che siano liberati i prigionieri politici, ricercati i rapiti e dispersi; che siano soccorsi e assistiti anche in futuro i feriti e i disabili di guerra;
  • che si combatta ogni forma di terrorismo ed estremismo, ma che questo smetta di essere, com’è ora, un massacro di civili innocenti e disarmati, che oltretutto alimenta il terrorismo stesso;
  • che si raggiunga una soluzione politica e che ai negoziati di Ginevra siano rappresentati i civili che hanno rifiutato la guerra, e non coloro che hanno distrutto e stanno distruggendo la Siria;
  • la creazione di un Governo di consenso nazionale che rappresenti tutti i siriani nelle loro diversità e ne rispetti la dignità e i diritti. Vogliamo che sia fatta verità e giustizia sui responsabili di questi massacri, distruzioni, e della fuga di milioni di profughi, e lasciato spazio a chi vuole ricostruire. Vogliamo convocare ora le migliori forze internazionali, in grado di costruire convivenza e riconciliazione, per sostenere ed elaborare insieme a noi civili un futuro per il nostro Paese.

Equo Garantito promuove l’appello tra i suoi 78 soci e sostiene le iniziative che verranno promosse sul territorio per rilanciare le proposte di Pace descritte nell’appello.

Per informazioni: web@equogarantito.org

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