UN FILO DI JUTA avanti
Una fibra dal mondo:


Bangladesh.
Cosa produce la fabbrica più grande del mondo per numero di addetti?
Juta, of course.

Bosnia, e non solo. I sacchi di juta di seconda mano (il top del top dal punto di vista ambientale) andavano più del pane: riempiti di sabbia e terra proteggevano le trincee.

Sudan, e non solo. Un sacco di juta con su scritto "dono della Comunità europea" ha finito di contenere la farina degli aiuti alimentari e, cucito alla meglio, è diventato una cartella di un bimbo denutrito.

India, e non solo. Il tessuto di juta è di moda nelle case: non è bioedilizia, è che nelle baracche ci si accontenta.

Germania. "Jute Statt Plastik", juta invece di plastica. Il paese dove nel 1978 iniziò la "battaglia della borsa di juta" è tuttora fra i maggiori importatori occidentali del genere.

Australia e Nuova Zelanda. E' quasi solo per loro che il Bangladesh produce enormi contenitori cubici di juta: ci mettono la lana che esportano.

Francia. Sarà uno sfizio, ma una fabbrica tessile produce morbide magliette in fibra di juta100%. Con scarpe assortite.

California. Il giornale dei fornai è realizzato con pasta di juta e canapa.

Gran Bretagna. E' il primo importatore dei geojuta, il tessuto di juta che salva i suoli!

Iran. Che se ne farà di tutta la juta che importa? La usa come trama base su cui tessere preziosi tappeti.

Italia. Sacconi di juta veicolano i caffè del commercio equo e anche tutti gli altri; oggetti artigianali di juta bengalese (borse &C.)arrivano in quantità crescenti nelle Botteghe del Mondo.