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UN FILO DI JUTA
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Corchorus capsularis o juta bianca; Corchorus olitorius o juta rossa
Sono i nomi botanici delle due varietà più importanti di questa canna fronzuta, alta da tre a quattro metri che cresce in terreno fertile e umido e in clima rigorosamente caldo.

Le fibre sono attaccate a un sottile fusto di legno (non si butta nemmeno quello: ci si fanno le capanne nei villaggi, o diventa legna da ardere; dalle foglie si estraggono princìpi medicinali e dai semi, ricchi di olio, sapone e fertilizzanti).

La prima fase della lavorazione è manuale e richiede un largo impiego di manodopera: i gambi, raccolti in covoni, vengono tenuti per diversi giorni immersi in acqua; così si riesce a rimuovere la corteccia che costituisce la fibra.

Una volta asciugata al sole e pulita, la fibra viene composta in matasse e il contadino la vende; guadagnando invero sempre meno.
Le fabbriche tessili trasformano la fibra in filo e tessuto.

Geojuta e altro
Già: l'idea di usare tessuto di juta nel controllo dell'erosione dei suoli, suggerita alcuni anni fa, è fra le più promettenti prospettive di diversificazione della fibra a cui stanno lavorando i paesi produttori, la Fao e la Ijo (international Jute Organization con sede a Dakha).

Il mercato attuale dei geotessili, totalmente dominato dai sintetici, è infatti pari a circa 700 milioni di metri quadri, cresce del 20% l'anno in Europa muove un giro d'affari di 12 miliardi di sterline.
Il "geotessile" viene applicato sui suoli soggetti a erosione e sulle aree da rinverdire; ed è sicuro che la geojuta è superiore al tessuto sintetico in termini tecnici ed economici. Il solo mercato europeo per la geojuta corrisponde ogni anno a 50 milioni di metri quadri di suolo degradato.

Ma non finisce qui. "con la juta fai di tutto", potrebbe recitare una pubblicità.

Ci arredi la casa.
Dalla juta si ricavano: stuoie e tappeti, tessuti da tappezzeria e naturalmente una varietà di contenitori artigianali: Più a monte, la fibra di juta può essere usata per rinforzare il cemento.

Ti vesti e ti calzi.
Dalla juta si ricavano: jeans, maglie, scarpe.

Ci dormi. Nelle lenzuola e nelle coperte misto juta-cotone.

Ci leggi. L'industria indiana della carta usa circa 18.000 tonnellate all'anno di juta, circa l'1,3% della produzione nazionale.

Ci viaggi.
Le valigie in juta sono belle e resistenti. E forse un giorno qualche importante casa automobilistica accetterà di usare pannelli interni in juta, facendo crescere vertiginosamente la domanda della fibra.
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